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    Come rispondere alle critiche


     

    In questo articolo parleremo di come rispondere alle critiche o meglio di come reagire alle critiche, cercando di far sì che esse non vadano ad influire negativamente sull’autostima.

    Innanzitutto per rispondere in modo efficace ad una critica è necessario saper distinguere tra critiche costruttive, manipolative o aggressive.

     

    Come riconoscere una critica costruttiva

    Le critiche costruttive sono critiche centrate sul comportamento che la persona ha messo in atto; sono specifiche, situazionali e descrittive. Questo tipo di critiche forniscono indicazioni precise sul tipo di comportamento da correggere o sull’atteggiamento che ha infastidito l’altro, senza però arrivare a giudicare la persona. Esempio: “Questa presentazione non è chiara. Secondo me dovresti ridurre il testo nelle slide.”

     

    Come riconoscere una critica manipolativa o aggressiva

    Le critiche manipolative o aggressive, invece, sono critiche che si focalizzano sul valore della persona e non sul suo comportamento; sono generiche, totalizzanti, svalutative, non indicano l’eventuale errore commesso e non suggeriscono alternative comportamentali. Esempio: “Ti comporti sempre cosi, allora sei stupido!”.

    Quando riceviamo una critica manipolativa spesso ci sentiamo in colpa, proviamo un’ansia generica e ci sentiamo inadeguati. Se riceviamo una critica aggressiva ci sentiamo attaccati, feriti, umiliati e svalutati. Ecco perché, per evitare che questo tipo di critiche incidano negativamente sulla nostra autostima, è importante saperle riconoscere e imparare a difendersi.

     

    Come rispondere alle critiche costruttive

    Se ci troviamo di fronte ad una critica costruttiva, che riteniamo fondata, possiamo utilizzare l'asserzione negativa. Questo tipo di tecnica consiste nell'accettare e ammettere il proprio errore dichiarando la non intenzionalità e rendendosi disponibili a rimediare. Vediamo come utilizzare nello specifico l’asserzione negativa.


    Asserzione negativa

    1.    Ammissione colpa (es. “Sì è vero è colpa mia, sono io il responsabile”);

    2.    Dichiarazione della non intenzionalità (es. “Mi dispiace non era mia intenzione”);

    3.  Dichiarazione della propria disponibilità a rimediare (es. “Posso rimediare in qualche modo?”)

      

    Come rispondere alle critiche manipolative o aggressive

    Se riceviamo una critica di tipo manipolativo o aggressivo, come detto sopra, è fondamentale imparare a proteggerci. Questo tipo di critiche, soprattutto se provengono da persone per noi importanti o che stimiamo molto, possono avere un impatto negativo sulla nostra autostima. Inoltre, possono spingerci a reagire in modo troppo passivo o eccessivamente aggressivo alimentando le possibilità di manipolazione o portando a un’escalation del conflitto.

     

    Imparare a gestire queste critiche non è semplice, ma esistono tecniche di difesa efficaci da usare quando ci rendiamo conto che, pur utilizzando una comunicazione aperta, chiara e onesta, l’interlocutore continua ad ignorare il nostro parere e il nostro disappunto per il contenuto della critica.

     

    Quali sono le tecniche di difesa efficaci per rispondere alle critiche manipolative o aggressive?

    Inchiesta negativa

    Con questo tipo di risposta inizieremo con ammettere in maniera condizionata l'errore (“Può darsi che io abbia sbagliato…”) per poi continuare facendo domande a chi effettua la critica (es. “Dove pensi che io abbia sbagliato? Puoi spiegarmi meglio?”, “Tu cosa avresti fatto al mio posto?”, “Che cosa mi consigli?”).

     

    L'obiettivo che ci poniamo è quello di interrompere un'interazione basata sulla manipolazione generica o sull’aggressività, sostituendola con una forma di interazione basata sul confronto e sul rispetto reciproco, spingendo l’interlocutore a farci una critica costruttiva specificando bene a cosa si riferisce. Questo ci permette di comprendere meglio l’oggetto della critica ed eventualmente di replicare se riteniamo di aver fatto le cose correttamente. Vediamo un esempio di inchiesta negativa:

    -        Marco: “Non capisci nulla!"

    -        Sabrina: "Mi stai dicendo che non capisco nulla, potresti spiegarmi meglio cosa intendi?"

     

    Ignorare o discriminare selettivamente

    Possiamo rispondere solo alle parti costruttive del discorso in tutte quelle situazioni in cui intendiamo evitare di cadere nella provocazione e vogliamo abbassare il livello di aggressività dell’interlocutore.

    Esempio: “Sei un incompetente perché hai sbagliato a fare questa cosa!”

    Lasciamo perdere il giudizio, facciamo presente che ci sono anche molte cose che abbiamo fatto correttamente e lo portiamo, attraverso l’inchiesta negativa, a farci una critica costruttiva.

     

    Sordità selettiva

    Comporta il rifiutarsi di parlare di un certo argomento, non commentando né replicando. Ad esempio, quando qualcuno insiste a discutere anche se gli abbiamo fatto chiaramente capire che non intendiamo più parlarne, può essere utile ribadire la nostra posizione con frasi del tipo:

    -        “Ho capito bene, ma d’ora in poi non ho più intenzione di risponderti!”

    -        “Abbiamo già discusso di questo argomento e sai come la penso, se continui ancora a parlarne, fingerò di non sentirti!”

    -        “Su qualsiasi altro argomento sono disposto a discutere, ma non su questo!”.

    Dopo tali affermazioni è necessario non dire più niente sull’argomento in questione, anche se provocati.

     

    Disco rotto

    Questa tecnica è utile per non farci coinvolgere da persone insistenti o che mettono in atto strategie manipolative. Consiste nel ripetere con calma e fermezza il nostro punto di vista o la nostra posizione, usando sempre la stessa frase o una leggera variante, senza fornire ulteriori spiegazioni o giustificazioni. Esempi: “Non sono interessato”, “No grazie, non mi interessa” oppure “No”, “Non posso farlo”, “Capisco, ma non posso”.

     

    Separare le componenti

    Si tratta di una tecnica utile a contrastare chi vuol spingere gli altri ad agire come desidera, mescolando aspetti e piani diversi, spostando l’attenzione dall’oggetto della richiesta o della critica ai sentimenti o ad altri aspetti del rapporto.  

    Ad esempio se un amico ci dice: “Se ti rifiuti di prestarmi l’auto, non ti importa niente di me!” diventa fondamentale imparare a distinguere tra le due componenti in gioco (amicizia e prestito dell’auto) rispondendo con una frase del tipo: “Non è vero che di te non mi importa, ma non ho intenzione di prestarti l’auto!”.  L’efficacia di questa tecnica può essere rafforzata se la abbiniamo a quella del “disco rotto”, vista sopra.

     

    Rinvio

    La tecnica del rinvio permette di neutralizzare la rabbia di un interlocutore ingiustificatamente aggressivo, accettando di proseguire la conversazione solo se smetterà di usare certi toni. 

    Si può dire, per esempio: “Sono disposto a parlarne, ma non ci riesco se tu sei così arrabbiato. Prima calmati e poi ne discuteremo”.

    L’impegno alla disponibilità va naturalmente rispettato se l’interlocutore si calma veramente.

     

    Conclusione

    Il primo passo per rispondere efficacemente alle critiche è comprenderne la natura, e cioè riconoscere se la critica ricevuta è costruttiva, manipolativa o aggressiva. Successivamente è importante esercitarsi nell’utilizzo delle tecniche suggerite per gestire al meglio le critiche e per proteggere la propria autostima.  

    Se pensi che possa esserti di aiuto intraprendere un percorso di counseling psicologico per approfondire tale argomento e per acquisire una maggiore efficacia nel rispondere alle critiche, preservando e potenziando l’autostima, clicca qui per scoprire chi sono e fissare un primo colloquio gratuito. Sarò ben lieta di aiutarti!

     

    Dott.ssa Cristina Carboni

     

     

     
     
     

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